L’acetosa

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Esistono principalmente due tipi di acetosa, quella francese (Rumex Scutatus) e quella domestica o selvatica (Rumex acetosa). Tra le due varietà, l’acetosa francese è quella che ha l’aroma più gradevole e che viene quindi adoperata spessa in cucina. L’acetosa selvatica invece è quella più usata in campo erboristico: gli antichi egizi, i greci e i romani l’hanno utilizzata diffusamente in ricette culinarie e terapeutiche, in quanto ha un alto contenuto di vitamina C ed altre sostanze molto salutari. Infatti è stata rilevata in essa la presenza di ferro, potassio ed acido ossalico (a cui si deve il sapore asprigno).


In ambito medicinale, possiede proprietà emmenagoghe, diuretiche e stomachiche. Vengono in questi casi utilizzate le radici (le quali hanno proprietà purganti) e la parte area della pianta (foglie e fusti teneri essiccati). La raccolta va effettuata nei mesi di maggio e giugno, prima della completa fioritura.

L’infuso  ed il decotto di acetosa sono oltremodo utili nella cura di avitaminosi, anemia e per cure disintossicanti; l’infuso, in particolare, è efficace per curare l’acne, gli eczemi e la dermatosi: la quantità consigliata è di circa 25 grammi di foglie fresche tritate per ogni litro d’acqua, da lasciare in infusione per 10 minuti; si consiglia di consumarne 3 tazze al giorno.

Per uso esterno molto utile è il cataplasma di foglie fresche contro ascessi cutanei e punture di insetti; si possono inoltre fare dei pediluvi con il decotto per favorire la circolazione e decongestionare i piedi. Le foglie fresche possono invece entrare a far parte di insalate primaverili depuranti.

Coloro che soffrono di gotta, reumatismi, artrite, calcoli e iperacidità non devono assumere questa pianta; oltre a ciò si deve sottolineare che in generale non si devono mai consumare dosi esagerate di acetosa, poiché un’ingestione eccessiva di foglie fresche può causare intossicazioni anche gravi, specie nei bambini. Si ricorda inoltre che non è compatibile con acque minerali e contenitori di rame.

Oggi in Egitto e in molti paesi europei, particolarmente in Francia, la varietà di acetosa Rumex Scutatus si mangia ancora. In Inghilterra era popolare durante il Medioevo (ossia quando era regolarmente coltivata negli orti), ma oggi purtroppo soltanto pochi la conoscono.

Appartenente alla famiglia delle poligonacee, essa ha foglie rinfrescanti, lievemente amarognole, agre, un po’ simili agli spinaci.

Perché conservi il suo aroma fresco, bisognerebbe farla cuocere il meno possibile; va tagliata di preferenza con coltelli d’acciaio e non deve mai venir cotta in padelle di ferro, in quanto a contatto con l’acetosa il ferro diventa nero e ne risulta uno sgradevole sapore metallico. Quando le foglie sono molto giovani e tenere, si possono mangiare crude in insalata.

Questa pianta può anche essere usata come superbo condimento aromatico per brodi di pollo, latte, lenticchie, pomodori e cetrioli.

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