La pimpinella

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Originaria dell’area mediterranea e dell’Europa meridionale la pimpinella  (nome botanico: Poterium sanguisorba) è stata molto utilizzata nell’Inghilterra del XVI secolo; i Padri Pellegrini la importarono in America, dove tuttora cresce spontanea.

Sebbene oggigiorno essa venga usata soprattutto nelle insalate e nei piatti di verdure crude miste, una volta il suo impiego era esclusivamente terapeutico, in quanto se ne sfruttavano le virtù astringenti nei casi di dissenteria, diarrea, emorroidi, ed anche nei disturbi intestinali con fermentazioni.

Si tratta di una piccola pianta perenne, dal fusto rigido e ruvido, talvolta scanalato, con foglioline dentate di color verde chiaro. Il fusto può raggiungere un’altezza di circa 30 cm e i fiori, di color verde, sono raccolti in capolini terminali. L’odore delle foglie è simile a quello del cetriolo tritato.

La pimpinella inizia a fiorire in maggio e la radice si raccoglie all’inizio della primavera. È una pianta facile da coltivare in giardino ed essendo molto forte cresce praticamente in qualsiasi terreno.

In campo fitoterapico si utilizza tutta la pianta, in particolar modo le foglie e le radici. Essa contiene preziosi componenti attivi, quali tannino, olio essenziale e vitamina C: la pimpinella agisce come tonico ed efficace purificatore del sangue e si consiglia, dopo i mesi invernali, di aggiungerne alcune foglie all’insalata, in modo da ottenere uno stimolante naturale, senza dover ricorrere a medicinali.

Per combattere il mal di gola e l’afonia, si può preparare un decotto con la sua radice (dai 30 ai 60 grammi), facendola bollire per 15 minuti in un litro d’acqua: si filtra quindi il liquido e si usa per fare gargarismi.

Per contrastare la diarrea invece si fanno bollire per 1 minuto 30 grammi di foglie in un litro d’acqua: se ne prendano, dolcificate con miele (il quale è un buon rinfrescante intestinale), 3 tazze durante la giornata.

Durante l’estate, inoltre, si può agevolmente adoperare per alleviare il fastidio provocato dalle scottature solari: si prenda una compressa di garza, la si imbeva in un infuso di pimpinella e la si applichi dunque sulla pelle scottata per alcuni minuti.

In cucina la pimpinella costituisce uno degli ingredienti classici per burri e salse, come ad esempio la ravigotta e la chivry; è, inoltre, una pianta da insalata eccellente, ma le foglie devono essere molto giovani poiché altrimenti tendono ad essere coriacee. Il fascino di questa insalata consiste nel fatto che si possano trovare talvolta foglie che siano molto diverse tra loro per dimensioni, spessore, aroma e sapore amaro.

Le sue foglie vengono altresì utilizzate, come quelle della borragine, per aromatizzare bevande rinfrescanti e possono venir infuse in aceto, per ottenere l’ottimo “aceto di pimpinella”.

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