Il cerfoglio

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Il cerfoglio (nome botanico: Anthriscus cerefolium) è originario della Russia meridionale, del Caucaso e del Medio Oriente e furono i romani a diffonderlo in tutta Europa, dove attualmente talvolta cresce spontaneo nei terreni freschi ed ombrosi.

Viene anche spesso coltivato come pianta aromatica negli orti o nei giardini. In virtù delle sue alte proprietà nutritive, esso veniva sovente consumato durante il digiuno quaresimale.

Un antico erbario medievale conferisce a questa pianta un’intensa proprietà caustica ed ignea ed afferma che, tritata ed applicata con miele, può persino guarire il cancro; oltre a ciò in tale testo si dice che la sua acqua di bollitura guarisca le vertigini, attraverso lavaggi del capo e legando l’erba cotta alle tempie e alla fronte.

Si tratta di un’erba dall’aroma penetrante, leggermente dolciastro, simile a quello del prezzemolo, la quale viene impiegata frequentemente nella cucina francese per la sua fragranza.

È un’erbacea biennale con radice a fittone di color scuro e fusto robusto, ramificato e cavo interiormente. Le foglie sembrano pizzi e sono molto simili a quelle del prezzemolo: sono alterne, sottili e con un lungo picciolo; la fioritura va da maggio ad agosto ed i fiori sono minuti e bianchi, caratteristici delle ombrellifere.

Il cerfoglio contiene preziose vitamine e principi amari e presenta proprietà pettorali, carminative, vulnerarie, diuretiche e leggermente lassative. Vengono raccolti gli steli della pianta fresca, non appena raggiungono una certa altezza; queste piante rivegetano molto velocemente e si possono continuare a raccogliere per tutta l’estate.

Oltre che fresco, il cerfoglio si può consumare sotto forma di succo, decotto e infuso, in caso di bronchiti, calcoli e disfunzioni epatiche. Alcuni erboristi sostengono che esso eserciti un’importante azione antisettica nelle vie respiratorie.

Il decotto preparato nel latte è ritenuto, inoltre, un efficace calmante contro i dolori provocati dalle emorroidi. Si possono poi fare delle compresse con la pianta tritata, contro punture d’insetto, piaghe e geloni.

Il suo infuso allevia il prurito dovuto alle punture di zanzara: per ottenere un buon risultato se ne intinga un batuffolo di cotone e si tamponi, a intervalli regolari, la parte infastidita.

In cosmesi viene adoperato il succo della pianta fresca, per tamponare il viso e combattere quindi le rughe.

In gastronomia è molto utilizzato per aromatizzare insalate, frittate ed altre pietanze; si ricordi che va sempre aggiunto al termine della cottura, in quanto il calore ne altera l’aroma ed i principi attivi. È anche un’erba classica per la preparazione di salse ed è molte volte usata assieme al dragoncello come aromatizzante della besciamella o delle panne fresche.

Il cerfoglio inoltre rientra anche come aroma nella preparazione di alcuni liquori.

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