Il timo

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Per secoli il timo (nome botanico: Thymus vulgaris) è stata l’erba più usata in tutto il mondo: si usava già ai tempi degli antichi greci e la parola stessa deriva dal greco antico thymon.

Il suo profumo delizioso e caldo dura un anno intero, ricordando l’estate anche nelle gelide giornate invernali. I fiori costituiscono da sempre un grande richiamo per le api ed il miele al sapore di timo veniva usato spesso dai romani come un ottimo antisettico (a causa dell’olio contenuto nelle sue foglie), e lo usavano per lenire i dolori alla testa e per curare gli stati depressivi. Le diverse varietà di timo, infatti, contengono quantità variabili di un olio essenziale detto timolo, che appunto ha proprietà disinfettanti.

Si racconta che per questo motivo esso venisse aggiunto all’incenso che si bruciava nei templi. Si credeva persino che questa pianta fosse una sorgente di forza, e durante il Medioevo, molto tempo dopo che i romani lo avevano introdotto in Inghilterra, i crociati lo portavano addosso proprio come simbolo di forza e coraggio.

Il timo cresce spontaneo nelle colline dell’Europa meridionale ed è una pianta cespugliosa con fusti legnosi, piccole foglie grigio-verdi e fiori color rosato o lilla, i quali sono raggruppati in spighe e compaiono dalla primavera alla fine dell’estate. Si può coltivare con facilità, per seme o per divisione dei cespi; preferisce sole, posizioni asciutte e terreni leggeri e calcarei. Appartenente alla famiglia delle labiate, si tratta di una pianta perenne, anche se alcuni sostengono che va trapiantato di tanto in tanto.

Oltre che in cucina come erba aromatica dall’aroma intenso, il timo è molto utilizzato in fitoterapia per i suoi poteri balsamici, anticatarrali, antisettici ed antibiotici, stimolanti e tonici del sistema digestivo. Ne vengono usate le foglie e i rametti fioriti raccolti da maggio a luglio. Tagliando i fusti fin dove non sono lignificati. La sua essiccazione deve avvenire in luogo asciutto e ventilato.

Si possono sfruttare le molteplici virtù terapeutiche del timo attraverso l’infuso o lo sciroppo, per combattere l’astenia, la tosse e le affezioni delle vie respiratorie, le difficoltà digestive, l’aerofagia, il meteorismo e le mestruazioni difficili.

Come rimedio esterno l’infuso stesso può essere impiegato in lavaggi e compresse disinfettanti su piaghe e piccole ferite, in gargarismi per infiammazioni alla gola e per risciacquare i capelli deboli; il decotto, aggiunto all’acqua del bagno, tonifica l’organismo e allevia la stanchezza.

L’azione antibatterica dell’olio essenziale è invece molto sfruttata dall’industria cosmetica. Proprio per la sua proprietà antisettica, il timo è considerato un ottimo conservante; si può essiccare bene, e trattiene la maggior parte dell’aroma senza prendere quella sfumatura di odore di fieno che assumono invece quasi tutte le erbe secche.

Nella cucina europea il timo ha un posto importante: come la salvia, si usa comunemente per i ripieni; entrambe infatti sono erbe dall’aroma intenso, pungente e ricco, però la salvia ha sempre una certa asprezza che il timo migliore non possiede.

Insieme al prezzemolo e all’alloro, fa parte del “mazzetto degli aromi” e di conseguenza entra nell’aromatizzazione base di innumerevoli piatti.

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