Il linguaggio del timo

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Ogni erba ed ogni fiore ha il suo specifico linguaggio e il suo significato, nel caso del timo questo assume una particolare importanza tanto che “il respiro di Zeus”, come veniva chiamato già dagli antiche greci, è tra le erbe aromatiche più apprezzate al mondo; attraverso i secoli il timo è stato usato ed impiegato per la preparazione di infusi miracolosi, per profumare, per insaporire e per mille altri usi, divenendo nel tempo un’erba apprezzatissima e usata praticamente da tutte le popolazioni nel corso dei millenni!

Il respiro di ZeusIl suo ruolo dunque è stato fondamentale e nel linguaggio dei fiori il timo ha voluto sempre significare operosità, diligenza e dedizione, l’erba aromatica è infatti legata imprescindibilmente alle api e alla loro operosità, tanto che le api sono caratterizzate proprio dal loro continuo movimento e dal loro lavoro; le antiche origini del suo nome dimostrano anche che il timo vuol dire amore che dura o amore eterno, dal latino infatti Thymis o Thymosus significa “profumo” e dal greco invece significa “anima”.

Nel linguaggio egizio invece la parola “Thm” era spesso accostata alla salma e quindi il timo veniva usato come unguento per lavare il cadavere e per prepararlo all’imbalsamatura; si è venuto a sapere che gli egiziani usavano questo particolare tipo di erba aromatica proprio per le sue proprietà legate al profumo e all’odore che il timo emanava. Il suo forte odore balsamico e soprattutto le sue caratteristiche antisettiche e disinfettanti erano ideali per il lavaggio della salma e per varie operazioni legate alla sepoltura.

Altre leggende legate alle tradizioni religiose parlano del timo e del suo uso, nelle credenze cristiane si narra che la Madonna preparò il suo giaciglio con il timo prima di preparare la fuga in Egitto per salvare suo figlio Gesù; in Germania invece, e precisamente nella landa teutonica, si narra che il timo provenisse dalle lacrime della dea dell’amore Freja, da cui sarebbe quindi nato il timo.

Il timo invece fu chiamato l’”aceto dei quattro ladri” a Tolosa, a cui è legata una strana storia se volete priva di moralità ma molto interessante per capire anche le proprietà antisettiche che aveva questa erba; nel 1630 infatti, durante una violenta epidemia di peste succedutasi nella città francese, quattro ladri senza scrupoli si aggiravano per le case saccheggiando tutto ciò che potevano. Una volta catturati dalla polizia, i ladri confessarono che per non essere contagiati dalla tremenda epidemia, si cospargevano il corpo di un unguento a base di timo e rosmarino che facevano poi macerare nell’aceto.

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