La Belladonna e le “ciliegine di Satana”

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La Belladonna è una pianta molto particolare e con una storia molto particolare, a questa pianta è infatti legato un fatto che forse non tutti sanno ma che invece dovrebbero sapere; i più attenti ad esempio avranno già capito di quello a cui mi riferisco e cioè al veleno di Belladonna, un possente veleno presente nelle bacche della pianta e che non manca mai nei film che riguardano gli intrighi di corte o le lotte al potere di molti secoli fa.

bacche di belladonnaLa pianta facente parte della famiglia delle Solanaceae è una pianta che non ha bisogno di molte cure ed attenzioni e cresce in maniera perenne essendo una pianta di grande taglia; essa è molto decorativa ma paradossalmente poco conosciuta, forse ai tempi più antichi la popolazione era più a conoscenza di noi sulle caratteristiche della Belladonna, tanto che in molti la usavano anche come farmaco e, i maghi e i guaritori dell’epoca, la utilizzavano come antidoto per le malattie più gravi.

La particolarità negativa però della Belladonna è proprio quella di cui accennavamo prima, e cioè quella di essere una pianta in parte molto tossica e velenosa; le parti interessate dal veleno sono infatti le foglie essiccate, le radici e soprattutto le bacche. Le bacche, oltre ad essere molto graziose nella forma e nel colore nero molto intenso, rappresentano la parte più tossica della pianta e non vanno mai ingerite, tanto che queste bacche prendono il nome di “ciliegine di Satana”.

Per eliminare questo problema, e per chi volesse comunque coltivare questa bellissima pianta ornamentale, basterà eliminare le bacche che si formano alla fine di ogni fioritura facendo una recisione dei peduncoli dei calici dove i fiori stanno per nascere; per il resto questa pianta ha una sua eleganza ed una sua estetica, le foglie infatti sono molto belle e di forma ovata, i fiori hanno un colore violaceo ed un forma campanulata e i frutti, costituiti dalle famose bacche, sono protetti a loro volta da una sorta di calice che contiene delle sostanze molto velenose a cui soltanto una specie ne è immune, e cioè gli uccelli.

Il significato di questa pianta nel nostro paese è legato imprescindibilmente al veleno e alla sua tossicità, tanto che da noi la Belladonna assume un significato di morte e di tristezza, mentre in altri paesi europei essa è vista come simbolo di eleganza e raffinatezza; il suo nome si pensa che derivi da una leggenda legata al tempo degli antichi Romani, quando le donne dell’epoca instillavano nei loro occhi delle gocce estratte da succo della pianta.

L’effetto era quello di ottenere un occhio più bello e più vistoso, dato che la pupilla al contatto con le gocce di Belladonna, si dilatava e diventava più acceso; questo a sua volta diventava sinonimo anche di disponibilità sessuale della donna verso l’uomo che faceva capire di essere disposta ad un rapporto sessuale proprio con lui. La Belladonna nonostante tutto è anche una pianta usata molto nella fitoterapia come miorilassante e come farmaco per curare il morbo di Parkinson.

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