Lino: impacchi contro la bronchite

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Il Lino, il cui nome scientifico è Linum Usitatissimum, è una pianta che in origine cresceva nel Caucaso e che, successivamente, è stato esportato e viene oggi coltivato in tutto il mondo principalmente per il suo utilizzo nell’industria teliera, per le sue fibre che formano il famoso tessuto.

Meno diffusa oggi, anche se tutt’ora ampiamente utilizzata da chi la conosce, è la virtù espettorante del lino, che lo rende indicato in caso di catarro e che spesso porta, senza alcuno degli effetti collaterali, alla liberazione delle alte vie respiratorie in modo assai più efficace di un qualsiasi sciroppo  espettorante.

In campo medicamentoso, del Lino vengono utilizzati solo i semi, che si ottengono lasciando essiccare la pianta che, successivamente, viene battuta per separare i semi. I semi di Lino, una volta raccolti, vengono fatti essiccare e possono essere conservati in vasi di vetro o di porcellana.

Per favorire l’espettorazione, si effettuano impacchi di farina di Lino, che non è una vera e propria farina ma sono, in realtà, i semi grossolanamente tritati.

Si prendono i semi e, con un poco di acqua, li si fanno scaldare in un tegame antiaderente, rimestando con un cucchiaio preferibilmente di legno e facendo molta attenzione a non farli attaccare perché dovranno essere scaldati più volte per fare circa una mezz’ora di impacchi. E’ conveniente scaldarne prima una parte e, solo successivamente, scaldare anche l’altra.

Quando sono ben caldi si versano in semi, che avranno la consistenza di una polenta densa, su un telo di lino e si avvolgono in una stoffa di lana. Occorre fare molta attenzione perché l’impasto è colloso e brucia, esattamente come la polenta.

Quando la temperatura dell’involto sarà sufficientemente sopportabile, si applica la pasticca sulla parte alta del petto, in corrispondenza dei bronchi, e la si lascia raffreddare avendo cura, intanto, di preparare l’altra parte dei semi per l’impacco successivo.

I semi di lino si possono acquistare in farmacia, già pronti per essere utilizzati, tipicamente in confezioni sottovuoto.

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