Canapa: cos’è, come si coltiva e quali sono le differenze con la marijuana

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Due termini, due concetti per fare riferimento alla stessa pianta: Canapa e Marijuana sono, infatti, la stessa cosa, e fanno parte della famiglia botanica delle Cannabaceae. Sono sinonimi e hanno una differenza che è prettamente lessicale, anche se sarebbe opportuno parlare sempre di canapa. La scelta della differenza del nome è legata all’uso che se ne fa.

Le differenze tra canapa e marijuana

Quando parliamo di canapa facciamo riferimento alla produzione di alimenti, di carta, bio-carburante, ma anche tessuti e  prodotti cosmetici. In questo caso, infatti, è pressoché sprovvista del principio Thc, e non ha effetti di alcun tipo.

Se invece si usa il nome di marijuana, si fa riferimento alla canapa ricca di Thc, divenuta un simbolo per la cultura hippie. E’ una droga leggera che sta iniziando a essere legalizzata in gran parte del mondo, così da favorire la sua coltivazione. La prima è una pianta di sesso maschile (non sempre, ma spesso), mentre per la seconda si usa quella femminile.

La coltivazione di canapa legale

Abbiamo accennato poco fa che è arrivato il via libera per la coltivazione personale della canapa, ma vi sono delle regole ferree che regolano tale attività. Facciamo riferimento a quanto contenuto nella legge 2 dicembre 2016, che è entrata in vigore a partire dalla metà del mese di gennaio 2017. All’interno della circolare firmata dal ministero delle politiche agricole, vengono presentate le regole di coltivazione della canapa. Sono inseriti i settori produttivi, spiegando dove e come può essere utilizzata, considerando così la cosmesi, l’industria e l’artigianato.

La pianta, infatti, nella coltivazione, deve avere un tasso di Thc inferiore allo 0,2%. A dirlo è il regolamento, secondo il quale servirà un’autorizzazione per percentuali che superano questo limite. L’agricoltore, per un valore che va da 0,2 a 0,6% non avrà responsabilità. Ma oltre questa soglia l’autorità giudiziaria potrà procedere con la disposizione del sequestro. Nel caso di coltivazione per il settore florovivaistico, è fondamentale prevedere un seme certificato per poter precedere. Il coltivatore dovrà quindi preservare il cartellino della semente certificata, unita alla documentazione di acquisto per almeno un anno. Si possono invece vendere le piante ornamentali senza autorizzazione, ma devono sempre rispettare la normativa dell’Unione europea. E’ quindi fondamentale conoscere e leggere con attenzione la legge 242 per poter così sapere come è disciplinata la coltivazione e la trasformazione.

Semi di Cannabis Autofiorenti e Femminizzati

original amnesia autoUna volta ottenuta la certificazione del caso, chi vuole coltivare marijuana, dovrà sapere non solo che è possibile acquistarla, ma è bene conoscere la differenza tra semi di Cannabis Autofiorenti e Femminizzati.

Le prime, per coltivazioni outdoor, hanno massima flessibilità, e potranno essere raccolte più volte nella stessa stagione. Il ciclo di crescita e raccolto è fisso, e quindi non dipende dalla luce e altri fattori. Inoltre il ciclo è più corto rispetto alle femminizzate, e in 2 mesi la pianta potrebbe essere pronta per il raccolto. Producono anche più foglie, e quindi il sapore è meno gradevole. Nel caso di una coltivazione indoor si considera anche la minor esposizione ai parassiti, proprio perché ha un ciclo di vita che è molto rapido. In questo tipo di coltivazione si utilizzano 18 ore di luce e 6 di buio per garantire massima resa. E questo incide sulla bolletta.

Se vuoi coltivare semi femminizzati outdoor dovrai sapere che hanno un calendario rigido, e si regolano in base al fotoperiodo. Avrai un limite fisso per piantare, e uno per raccogliere (di solito tra settembre e ottobre). Vi è però più varietà nella pianta, legata al periodo vegetativo e alla sua durata. La produzione infine è maggiore e la qualità è di alto livello. Per la coltivazione indoor invece le piante femminizzate ricevono in media 18 ore di luce, ma con questo ritmo la pianta cresce senza sosta. Ecco perché è preferibile arrivare a 12 ore di luce e 12 di buio. Potrai allungare la fase vegetativa in base a ciò che preferisci, assecondando i tuoi bisogni.

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