Alloro: la pianta dei Celti in cucina

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Sebbene spesso associamo l’alloro al Lauro imperiale delle corone romane dei Cesari, l’alloro deve il suo nome, Laurus, al celtico Lawr che significa verdeggiante.

Appartenente alla famiglia delle Lauracee, l‘ alloro è infatti una pianta sempreverde e le sue foglie non perdono mai la luminosità per tutta la durata dell’anno.

Infuso di alloro

Molto utilizzato in cucina, l’alloro è un aroma particolare che si accompagna principalmente ai piatti di carne.

Per gli arrosti, specialmente per gli arrosti di sola carne, senza ripieno, un rametto di foglie di alloro posto all’interno della rete per la cottura donerà alla carne, di maiale o di vitello, un aroma davvero gustoso.

L’alloro è anche un ottimo aroma per cucinare il fegato, a cui toglie il retrogusto dolciastro che per alcuni può essere sgradevole: basta una foglia di alloro fresco per trasformare un piatto di fegato alla piastra in un gustoso manicaretto.

Ma questo sempreverde dal nome che ricorda il lussureggiare delle foreste nordiche, non è indicato solo per piatti di carne: una foglia di alloro fresco assieme ad un ricciolo di burro ed a un pizzico di sale trasforma una patata cotta al cartoccio o lessata, donandole un aroma ed un profumo che ben difficilmente associamo alla patata lessa.

Per favorire i nostri sonni e per rendere particolare il gusto di una camomilla calda bevuta la sera prima di andare a dormire, basta mettere in infusione, circa un minuto dopo la bustina con i fiori di camomilla, una foglia di alloro, meglio se seccato. L’infusione breve di una foglia di alloro insieme alla camomilla esalterà sia l’aroma della bevanda , che le nostre capacità digestive rendendo la bevanda assai più delicata da bere e rendendo i nostri sonni più leggeri, non appesantiti da una digestione faticosa.

 

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